Il prezzo che vedi sul kit non è il costo dell'impianto. Un kit completo da 800 Wp — due pannelli, microinverter, staffe, cavi — sta in una fascia larga, e sopra i 350 W di inverter va sommato l'onorario dell'installatore che firma la dichiarazione di conformità. Sotto trovi le voci una per una, e poi il conto che serve davvero: quanto ti costa il kWh che produci.
Le voci, separate
Le fasce della tabella qui sotto sono una rilevazione datata su rivenditori italiani e marketplace, aggiornata al 27/08/2026: servono a capire il peso relativo delle voci, non a fare un preventivo. I prezzi dell'elettronica si muovono, i rapporti fra le voci molto meno, ed è il rapporto che decide le scelte. Regola pratica: il pannello è la voce meno interessante. Pesa meno di quanto pensi sul totale, e non è quella su cui si sbaglia.
Il microinverter, invece, è la voce che decide due cose insieme: la potenza immessa e quindi la fascia normativa, e la qualità delle protezioni di interfaccia. Deve essere dichiarato conforme alla CEI 0-21 per il mercato italiano, e quella conformità ha un costo che i modelli generici non hanno. Le staffe sono la seconda voce a sorpresa: un pannello da quasi due metri quadri appeso a una ringhiera è una vela, e il carico da vento non si tratta con due fascette. Su un parapetto pieno in muratura servono staffe diverse rispetto a una ringhiera a stecche, e su un piano alto o in una zona ventosa la staffa certificata non è un accessorio.
Cosa muove il prezzo, in ordine di peso
- La potenza del microinverter, perché sopra i 350 W entra in gioco un professionista abilitato, con tre documenti da produrre: è la voce che può spostare il totale di centinaia di euro. Il conto per fascia sta nella pagina sulle soglie.
- Il tipo di parapetto: ringhiera a stecche, muretto pieno, vetro, alluminio. Cambia la staffa, cambia il numero di punti di ancoraggio e a volte cambia la fattibilità.
- La distanza dalla presa: oltre qualche metro il cavo va dimensionato per la corrente e per la caduta di tensione, e un cavo serio non costa come una prolunga da ferramenta.
- L'accumulo, se lo aggiungi: da solo può valere quanto tutto il resto, e conviene solo in certe condizioni — il conto sta nella guida sull'accumulo.
- Il pannello, per ultimo. Fra un modulo economico e uno di marca la differenza c'è, ma incide sul totale meno di una staffa fatta bene.
Esempio svolto: il costo del kWh, che è la domanda giusta
Ipotesi dichiarate: 860 Wp verticali esposti a Sud-Ovest con ombra parziale, Centro Italia, inverter da 800 W, casa con qualcuno sempre presente e 3.180 kWh di consumo annuo, energia pagata 0,247 euro al kWh. Il modello orario dà 675 kWh prodotti, 621 autoconsumati (92%) e 153 euro all'anno di bolletta in meno. Con un impianto comprato a 690 euro tutto compreso, il rientro semplice è di 4,5 anni.
Il rientro però dice poco, perché confronta una spesa di oggi con un risparmio di domani senza dire quanto dura la cosa. Il numero che si confronta davvero con la bolletta è un altro: il costo del kilowattora che ti sei prodotto. Si ottiene dividendo la spesa per l'energia che l'impianto ti fa effettivamente usare nella sua vita utile.
Con 690 euro, 621 kWh autoconsumati e vent'anni di vita utile dei moduli vengono 0,056 euro al kWh, contro i 0,247 che paghi al fornitore. Se metti in conto la sostituzione del microinverter a metà percorso, altri 200 euro, si sale a 0,072 euro e il rientro passa a 5,8 anni. È un conto volutamente prudente: non contiamo l'aumento del prezzo dell'energia, che migliorerebbe il risultato, e non scontiamo i flussi futuri, che lo peggiorerebbero di poco. Le due approssimazioni lavorano in direzioni opposte e restano dello stesso ordine di grandezza.
Il modulo perde efficienza con gli anni, tipicamente qualche punto percentuale nel primo anno e poi una frazione di punto all'anno: su vent'anni vale una manciata di punti sul totale, dentro l'incertezza del resto del conto. La resa specifica di partenza viene dagli intervalli pubblicati dal Centro comune di ricerca della Commissione europea, che mantiene PVGIS.
La detrazione non è uno sconto
Tre cose vanno dette con precisione, e nessuna delle tre è un dettaglio. La detrazione per il recupero del patrimonio edilizio si recupera in 10 quote annuali di pari importo: su una spesa di 690 euro sono poche decine di euro all'anno per dieci anni, non un rimborso. Vale solo se hai capienza IRPEF sufficiente: chi non ha imposta da compensare non recupera niente, e per quella persona il rientro calcolato con la detrazione semplicemente non esiste. Il pagamento deve avvenire con bonifico parlante, con la causale che richiama la norma, il codice fiscale del beneficiario e la partita IVA del fornitore: un pagamento con carta, per la stessa spesa, non dà diritto a nulla.
L'aliquota applicabile e il massimale cambiano con la legge di bilancio dell'anno d'imposta, quindi qui non li scriviamo: si leggono sulla guida vigente dell'Agenzia delle Entrate. Nel dimensionatore l'aliquota è un campo che imposti tu, proprio perché è l'ingrediente che invecchia più in fretta di tutti. Il tuo caso concreto lo valuta un commercialista: noi esponiamo la regola e mostriamo come entra nel conto, non diamo consulenza fiscale.
Voci che quasi tutti dimenticano
Il trasporto di due colli lunghi quasi due metri e pesanti venti chili l'uno non è quello di un pacco normale, e il reso, se il pannello arriva con il vetro incrinato, ha lo stesso problema al contrario. La zavorra o il rinforzo quando la ringhiera non è idonea. Il misuratore di energia alla presa, che costa poco ed è l'unico modo per sapere se l'impianto sta facendo quello che dice. Il tempo, se ti serve un sopralluogo dell'amministratore. E l'eventuale autorizzazione paesaggistica in zona vincolata, che non è una voce di prezzo ma può essere una voce di fattibilità.
Cosa misurare prima di ordinare
- Larghezza utile del parapetto e interasse dei montanti: un modulo da 500 Wp è largo poco più di un metro e alto quasi due, e non si taglia.
- Altezza del parapetto e sporgenza ammessa dal regolamento condominiale: da questa dipende se il pannello va all'interno o all'esterno della ringhiera, e cambiano le staffe.
- Distanza in metri dalla presa e tipo di linea a cui la presa appartiene.
- Consumo annuo dalla bolletta, non a memoria: è l'ingresso che sposta di più il risultato, e la guida se conviene davvero mostra di quanto.
Errori comuni
Confrontare i kit sui Wp. Due kit da 800 Wp con inverter diversi non sono lo stesso prodotto: uno può stare sotto la soglia del plug and play e l'altro no. Dimenticare l'installatore. Nella fascia sopra i 350 W i tre documenti sono obbligatori, e un rientro calcolato senza quel costo è un rientro sbagliato. Contare la detrazione come uno sconto in cassa. Comprare il pannello più economico e la staffa più economica insieme: la prima scelta la paghi in resa, la seconda in sicurezza, e le due cose non sono paragonabili. Sul come selezioniamo e su come guadagniamo, il metodo lo dice per esteso.