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Come scegliere una power station: quattro passi, non uno

Energia e potenza sono due conti separati e portano quasi sempre a taglie diverse. Si fanno entrambi, si prende la più grande delle due, e prima si sfoltisce l'elenco dei carichi: è lì che si risparmia davvero.

È una stima di pianificazione. Il risultato dipende dai coefficienti dichiarati qui sotto e dai numeri che inserisci tu. Serve a capire l'ordine di grandezza e a confrontare due scelte, non a promettere una resa: la tua bolletta dirà l'ultima parola.
Valori tipici etichettati, non misure di laboratorio. Le potenze, le ore equivalenti e i fattori di spunto di questa tabella sono tipici di settore raccolti e derivati dall'autore: il tuo apparecchio può discostarsene anche del 30%. Quando hai la targa o la scheda tecnica, usa quella.

In questa pagina ci sono link di affiliazione: se compri passando di qui, il negozio ci riconosce una commissione e tu paghi lo stesso prezzo. Non cambia cosa scriviamo — come funziona, per esteso.

Si sceglie con quattro passi, in quest'ordine: elenca i carichi, converti in wattora, verifica la potenza continua, verifica lo spunto dei motori. I due conti — energia e potenza — indicano quasi sempre taglie diverse, e la taglia buona è la più grande delle due. Saltare il quarto passo è il motivo per cui una power station nuova non avvia il frigorifero.

Passo 1: l'elenco dei carichi, in ore equivalenti

La grandezza che serve non è «quante ore l'apparecchio è acceso» ma quante ore lavora a piena potenza. Un frigorifero combinato da 145 W è collegato ventiquattro ore su ventiquattro, ma il compressore parte e si ferma: le ore equivalenti sono circa 7,6, il che fa 1.102 Wh al giorno invece dei 3.480 che verrebbero fuori inserendo 24. Chi scrive 24 compra una power station tre volte più grande del necessario, e la paga tre volte tanto. Le ore equivalenti di trentacinque apparecchi domestici stanno nella nostra tabella dei consumi, insieme alla potenza e al fattore di spunto.

Passo 2: dai watt ai wattora da comprare

L'energia che i carichi chiedono all'uscita in corrente alternata non è quella che devi avere in batteria: in mezzo c'è l'inverter, e in mezzo ci sono tre margini che non si possono saltare.

Ebatteria = Σ (W × oreeq × quantità) / ηinverter × giorni Cnominale = Ebatteria / (DoD × finvecchiamento × (1 − riserva))

Il rendimento dell'inverter sta intorno a 0,85 sugli apparecchi comuni e sale a 0,90 su quelli fatti bene. La profondità di scarica utile di una cella LiFePO4 vale 0,90: l'ultimo tratto della curva non è disponibile, e insistere accorcia la vita del pacco. Il margine per l'invecchiamento, 0,90, serve perché la power station deve fare il suo lavoro anche fra qualche centinaio di cicli, non solo appena scartata. La riserva è la parte che decidi di non usare: con il 20% il denominatore diventa 0,648 e il rapporto fra quello che compri e quello che pensavi di consumare è 1,54; contando anche l'inverter si arriva intorno a 1,8. Non è margine del venditore: sono quattro perdite dichiarate, e ognuna si può rifare a mano.

Esempio svolto: un blackout invernale in appartamento

Quattro carichi, quelli che servono davvero quando manca la corrente d'inverno: l'elettronica e il circolatore della caldaia (105 W per 6,1 ore equivalenti), il modem (12 W per 24 ore), il frigorifero (145 W per 7,6 ore equivalenti) e un portatile (62 W per 4,5 ore). Rendimento dell'inverter 0,85, un giorno di autonomia, riserva 20%, fattore di spunto 3.

All'uscita servono 2.310 Wh al giorno, che diventano 2.717 Wh da estrarre dalla batteria e 4.193 Wh di capacità nominale da comprare. La prima taglia commerciale che copre quel numero è 5.000 Wh: un apparecchio da trenta chili e da diverse migliaia di euro, per tenere in vita una caldaia e un frigorifero per un giorno. Questo è il punto in cui il calcolo smette di essere un preventivo e diventa una decisione.

Si sfoltisce l'elenco, ed è il passo che nessun configuratore commerciale ti fa fare. Il frigorifero, se non lo apri, tiene la temperatura per ore: contarlo a 4,0 ore equivalenti invece di 7,6 è realistico e porta il fabbisogno a 3.020 Wh, cioè alla taglia da 3.072 Wh. Togliendolo del tutto — frigorifero spento, porta chiusa, spesa fatta dopo — restano 1.967 Wh, cioè la taglia da 2.048 Wh, che è un apparecchio da appartamento vero. E se pretendi due giorni di autonomia con il frigorifero sfoltito servono 6.040 Wh: nessuna taglia commerciale ci arriva. Due giorni non si comprano, si ricaricano.

Un'ultima leva, prima di salire di taglia: con un inverter di rendimento 0,90 e una riserva del 10% al posto del 20%, l'elenco minimo scende da 1.967 a 1.651 Wh. Sono gli stessi carichi: cambiano solo due margini, ed è giusto sapere quanto pesano prima di decidere quanto essere prudenti.

Passi 3 e 4: potenza continua e spunto

L'elenco completo dell'esempio chiede 324 W continui se tutto è acceso insieme — ipotesi conservativa e dichiarata — ma il numero che decide è un altro. All'avvio il compressore del frigorifero chiede un multiplo della sua targa: con un fattore 3 il picco richiesto sale a 614 W, e con il fattore 3,5 che il nostro dataset attribuisce a quel frigorifero il solo spunto vale 508 W.

Ppicco = maxi(Wi × kspunto) + Σ (gli altri carichi accesi)

Una sola macchina alla volta parte: il picco si calcola sul motore peggiore, non su tutti insieme. Nel nostro esempio la taglia scelta per l'energia (3.072 Wh) porta con sé un inverter da 3.000 W continui e 6.000 W di picco dichiarato: la potenza avanza, comanda l'energia. Ma non è sempre così, ed ecco il caso opposto: un bollitore da 2.000 W acceso 0,14 ore al giorno consuma appena 280 Wh, un'inezia, ma pretende un inverter che regga 2.000 W continui. Qui è la potenza a scegliere la taglia, e l'energia non c'entra nulla. È esattamente per questo che i due conti vanno fatti separati.

La ricarica: quanto pannello serve per non restare a piedi

La resa reale di un pannello portatile si aggira sul 65% della targa, una volta contati angolo, temperatura, sporco e inseguimento del punto di massima potenza. Riempire la taglia da 3.072 Wh dell'esempio richiede circa 21,3 ore di sole pieno con 200 Wp di pannello, e 10,6 con 400. Le ore di sole pieno non sono le ore di luce: d'inverno al Nord valgono circa 2,6, in mezza stagione 4,4. Tradotto: rimettere ogni giorno in batteria l'energia dell'esempio richiede 5,8 giornate invernali del Nord con 200 Wp, e 1,7 giornate di mezza stagione con 400 Wp. È il conto che separa «ho una power station» da «ho autonomia».

Il dettaglio che decide se puoi metterci un carico critico

Se sotto la power station deve stare qualcosa che non può spegnersi — l'elettronica della caldaia, un registratore di videosorveglianza, un apparecchio per la ventilazione notturna — non basta la capacità: serve una commutazione automatica sotto i venti millisecondi. È un dato di scheda tecnica, non si deduce dai wattora e non si aggiunge dopo. Gli apparecchi che non la dichiarano vanno benissimo per il campeggio e non vanno bene per un carico critico.

Sull'uscita, poi, va verificata l'onda sinusoidale pura: le onde sinusoidali modificate fanno ronzare i motori e maltrattano gli alimentatori. Le uscite in continua, USB-C e 12 V, saltano l'inverter e rendono di più: quando puoi, usale. I requisiti di sicurezza delle celle e dei pacchi al litio sono materia di norme internazionali pubblicate dall'International Electrotechnical Commission e recepite in Italia dal CEI; sulle precauzioni domestiche nella conservazione e nella ricarica, le indicazioni del Corpo nazionale dei vigili del fuoco sono il riferimento pubblico.

Cosa misurare prima di comprare

  • La targa di ogni apparecchio che vuoi alimentare: watt, non «circa».
  • Le ore equivalenti reali, con un misuratore da presa lasciato una settimana sul frigorifero: costa poco e sostituisce qualsiasi tabella, la nostra compresa.
  • Quante ore di autonomia ti servono davvero: i blackout residenziali durano quasi sempre meno di quello che si teme, e dimensionare sul caso peggiore raddoppia la spesa.
  • Peso e maniglia, se l'apparecchio deve muoversi: sopra i venti chili «portatile» diventa una parola generosa.

Errori comuni

Inserire 24 ore per il frigorifero. È l'errore numero uno e da solo triplica la spesa. Dimenticare il rendimento dell'inverter. I wattora della batteria non sono quelli che escono dalla presa. Comprare guardando il numero grande del picco. Il picco dichiarato regge una frazione di secondo: se il tuo motore ha bisogno di più tempo per partire, interviene la protezione lo stesso. Contare sulla capacità nominale intera. Fra profondità di scarica e invecchiamento, quello che puoi usare davvero è circa i quattro quinti. Usarla per scaldare. Una stufetta da due kilowatt svuota in mezz'ora quasi tutto: l'energia immagazzinata è la più cara che hai in casa, e va spesa dove non c'è alternativa. Il conto completo, con i tuoi carichi, lo fa il dimensionatore power station; il quadro generale sta nella pagina madre sulle power station portatili.

Come cambia la taglia quando cambia l'elenco dei carichi

Blackout invernale in appartamento: come cambia la taglia quando cambia l'elenco dei carichi
ElencoEnergia all'uscitaDa estrarre dalla batteriaCapacità consigliataTaglia commerciale
Elenco completo, un giorno
Caldaia, modem, frigorifero a 7,6 ore equivalenti, portatile.
2.310 Wh2.717 Wh4.193 Wh5.000 Wh
Frigorifero sfoltito, un giorno
Stessi carichi, frigorifero contato a 4 ore equivalenti a porta chiusa.
1.664 Wh1.957 Wh3.020 Wh3.072 Wh
Senza frigorifero, un giorno
Caldaia, modem, portatile: l'elenco di chi vuole solo restare al caldo e collegato.
1.084 Wh1.275 Wh1.967 Wh2.048 Wh
Frigorifero sfoltito, due giorni
Nessuna taglia commerciale ci arriva: due giorni si ricaricano, non si comprano.
1.664 Wh3.914 Wh6.040 Whfuori scala

Rendimento dell'inverter 0,85, profondità di scarica 0,90, margine di invecchiamento 0,90, riserva 20%.

Sei taglie in commercio, dalla più piccola alla più grande

Prezzi e disponibilità li verifichiamo sul negozio del produttore, non sul listino dell'affiliazione, che li riporta spesso più alti del vero. Ogni scheda dice anche quando il prodotto non serve.

BLUETTI Elite 10 Mini

139 € prezzo visto il 12/10/2026, non garantito

Capacità128 Wh
Potenza continua200 W
ChimicaLiFePO₄
Porte6
Ricaricacirca 70 minuti

Dati: scheda prodotto BLUETTI, letta il 28/08/2026.

Centoventotto wattora sono il fondo della categoria: è la taglia che ricarica telefoni, tablet e una fotocamera per un fine settimana, non quella che tiene acceso un frigorifero. Il limite vero non è la capacità, sono i 200 W continui: sotto quella soglia stanno l'elettronica e poco altro, e qualunque cosa scaldi — un bollitore, un phon, una piastra — è fuori portata a prescindere da quanta batteria c'è dentro. Se state guardando questa taglia per un'emergenza domestica, fate prima l'elenco dei carichi nel dimensionatore: quasi sempre il risultato indica una classe sopra.

A chi conviene. Ha senso in viaggio, in tenda e come scorta per i dispositivi personali. Non ha senso come backup di casa, e non basta per il frigo.

Vedi su BLUETTI

BLUETTI Elite 30 V2

209 € prezzo visto il 12/10/2026, non garantito

Capacità288 Wh
Potenza continua600 W
Potenza di picco1.500 W
Commutazione UPS≤ 10 ms, bypass 980 W
Standby4,5 W
Cicli dichiaratioltre 3.000
Ricarica80% in 45 minuti
Rumorositàsotto i 30 dB

Dati: scheda prodotto BLUETTI, letta il 28/08/2026.

Qui il rapporto tra i due numeri si fa interessante: 288 Wh di capacità ma 600 W continui e 1.500 W di picco, cioè una macchina che regge lo spunto di un piccolo motore per il tempo in cui la batteria dura. Tradotto: accende cose che l'Elite 10 non accende, ma le tiene accese poco. È il profilo giusto per un carico breve e impegnativo — un trapano, una pompa, un piccolo elettrodomestico — e quello sbagliato per un carico lungo e leggero, dove conta la capacità. I 3.000 cicli dichiarati vanno letti come tutti i numeri di questa categoria: senza la capacità residua e la temperatura a cui sono misurati, il dato è indicativo.

A chi conviene. Ha senso per chi ha un picco da coprire e un consumo totale piccolo. Non ha senso per chi deve far durare qualcosa tutta la notte: lì servono wattora, non watt.

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BLUETTI Elite 100 V2

549 € prezzo visto il 12/10/2026, non garantito

Capacità1.024 Wh
Potenza continua1.800 W
Potenza di picco2.700 W
Peso11,5 kg
Ingresso solare1.000 W con MPPT integrato
Ricarica80% in 45 minuti a 1.200 W in alternata
Commutazione UPS10 ms
Cicli dichiaratioltre 4.000

Dati: scheda prodotto BLUETTI, letta il 28/08/2026.

È la taglia che risolve il caso più comune: un chilowattora di capacità e 1.800 W continui coprono il frigorifero, il router, l'illuminazione e la ricarica dei dispositivi per la durata di un blackout ordinario. Il dato che la rende utile davvero è l'ingresso solare da 1.000 W con regolatore integrato: significa che si ricarica in giornata da pannelli portatili senza comprare altro, ed è la differenza tra una batteria che si esaurisce e un piccolo impianto autonomo. Gli 11,5 kg sono trasportabili da una persona sola, cosa che dalla taglia superiore smette di essere vera. Se il vostro elenco di carichi contiene un compressore, verificate lo spunto: 2.700 W di picco sono buoni, ma un vecchio frigo può chiedere di più.

A chi conviene. Ha senso come primo backup domestico serio e come base per il campeggio con pannello. Non ha senso se dovete alimentare carichi da resistenza — forno, piastra, stufetta — per più di qualche minuto.

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BLUETTI Elite 200 V2

949 € prezzo visto il 12/10/2026, non garantito

Capacità2.073,6 Wh
Potenza continua2.600 W
Ricarica80% in un'ora
Garanzia5 anni

Dati: scheda prodotto BLUETTI, letta il 28/08/2026.

Raddoppia la capacità della 100 V2 e alza la potenza continua a 2.600 W, che è la soglia oltre la quale entrano in gioco i carichi da resistenza: un bollitore o una piastra si accendono davvero, per il tempo che la batteria consente. Due chilowattora sono anche la taglia in cui ha senso ragionare per giornate invece che per ore: con i carichi tipici di un'emergenza domestica — frigo, rete, luci, telefoni — si sta abbondantemente dentro le ventiquattr'ore. La contropartita è il peso, che a questa capacità smette di essere trasportabile a braccia con disinvoltura, e il prezzo, che a parità di wattora va confrontato con l'ipotesi di prendere la taglia sotto più un pannello.

A chi conviene. Ha senso per chi vuole coprire un'intera giornata o usare carichi da cucina. Non ha senso per chi la sposta spesso: a questa taglia la portabilità è più un'etichetta che un fatto.

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BLUETTI Apex 300

1.699 € prezzo visto il 12/10/2026, non garantito

Capacità2.764,8 Wh
Potenza continua3.840 W
Espansionefino a 58 kWh e 11,52 kW dichiarati
Commutazione UPS20 ms
Bypass12 kW
ChimicaLiFePO₄

Dati: scheda prodotto BLUETTI, letta il 28/08/2026.

Non è più una power station da campeggio: 3.840 W continui e un bypass da 12 kW sono numeri da backup di casa, e la capacità si espande con moduli fino a cifre che escono dal perimetro di questo sito. Va detto chiaramente che a quel punto si sta comprando un sistema di accumulo residenziale in forma plug-and-play, con i vantaggi del caso — nessun cantiere, nessuna pratica di impianto se resta un'apparecchiatura collegata a valle — e i limiti del caso: non sostituisce un accumulo cablato e non gode dei meccanismi previsti per gli impianti connessi. Il produttore scrive che «si ripaga da sola in appena 2 anni»: è un'affermazione che dipende interamente dal prezzo dell'energia, dal profilo di consumo e da quanta ne autoconsumate, cioè da tre cose che il produttore non conosce. Il conto fatelo con i vostri numeri.

A chi conviene. Ha senso per chi vuole tenere in piedi mezza casa durante un'interruzione, o per chi ha carichi pesanti. Non ha senso come prima power station né come acquisto d'impulso: a questa cifra, il confronto va fatto anche con un accumulo installato.

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BLUETTI Elite 400

1.899 € prezzo visto il 12/10/2026, non garantito

Capacità3.840 Wh
Potenza continua2.600 W
Potenza di picco3.900 W
Ricaricada 0 all'80% in un'ora a 3.300 W
Commutazione UPS15 ms
Trasportoruote e maniglie integrate
ChimicaLiFePO₄

Dati: scheda prodotto BLUETTI, letta il 28/08/2026.

Da confrontare con l'Apex 300, perché la coppia di numeri è invertita e costa quasi uguale: qui ci sono più wattora (3.840 contro 2.765) ma meno watt (2.600 continui contro 3.840). È esattamente la scelta tra durata e potenza istantanea, e si decide guardando l'elenco dei carichi: se il vincolo è un apparecchio che chiede molto per poco tempo, serve l'Apex; se il vincolo è tenere acceso il solito insieme di cose il più a lungo possibile, serve questa. Le ruote non sono un dettaglio da catalogo: a questa capacità il peso è tale che senza ruote la macchina si sposta di rado, e una power station che non si sposta è un accumulo fisso comprato al prezzo di uno portatile.

A chi conviene. Ha senso per chi punta all'autonomia lunga e a un backup che regga uno o due giorni. Non ha senso per chi ha un picco elevato da coprire: lì i 2.600 W continui diventano il collo di bottiglia.

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Domande frequenti

Quante ore devo contare per il frigorifero?

Non ventiquattro: circa un terzo. Il compressore lavora a cicli, e la grandezza da inserire sono le ore equivalenti a piena potenza. Per un combinato di classe media il nostro dataset indica 7,6 ore equivalenti, che d'estate con la porta aperta spesso salgono verso le nove o dieci. Se lo tieni chiuso durante un blackout puoi ragionevolmente contarne quattro.

Posso usarla mentre è sotto carica?

Solo se il costruttore dichiara il funzionamento passante. Quando c'è, è comodo perché l'apparecchio si comporta da gruppo di continuità; va però tenuto presente che caricare e scaricare insieme scalda il pacco e che, in alcuni modelli, l'energia passa comunque dalla batteria e consuma un ciclo. La scheda tecnica lo dice, il volantino no.

Litio ferro fosfato o litio ternario?

Per un apparecchio che sta in casa, si ricarica spesso e deve durare anni, la chimica al litio ferro fosfato è la scelta ragionevole: qualche migliaio di cicli invece di qualche centinaio e un comportamento termico più tranquillo. Il prezzo è la densità di energia: a parità di wattora pesa di più. Sul balcone o in un armadio quel peso non è un problema; in spalla lo diventa.

Posso alimentare un condizionatore?

Un inverter da 9.000 BTU assorbe intorno agli 800 W in regime e parte più dolcemente di un vecchio on-off, quindi lo spunto è meno drammatico. Il problema è l'energia: cinque ore di funzionamento sono più di quattro kilowattora all'uscita, cioè oltre il doppio della capacità utile di una taglia media. Si può fare per un'ora, non per una notte.

Quanti watt di pannello servono per ricaricarla in giornata?

Si divide la capacità utile per la resa reale del pannello, che è circa il 65% della targa, e poi per le ore di sole pieno della stagione. Con 400 Wp e una giornata di mezza stagione si rimettono in batteria intorno a un kilowattora: sufficiente per i carichi continui di casa, non per rifare il pieno di una taglia grande. Il calcolo con i tuoi numeri lo fa il dimensionatore.

Fonti e riferimenti

  • CEI, Comitato Elettrotecnico Italiano — le norme sugli impianti utilizzatori a cui devono rispondere le prese e le linee a cui colleghi l'apparecchio, e il recepimento italiano delle norme sulle batterie.
  • International Electrotechnical Commission — l'organismo che pubblica le norme internazionali sulla sicurezza delle celle e dei sistemi di accumulo al litio.
  • ENEA — dati e guide sui consumi degli usi domestici, il punto di partenza per costruire l'elenco dei carichi.
  • Commissione europea — l'etichetta energetica europea, da cui si leggono i consumi dichiarati degli elettrodomestici che finiscono nel tuo elenco.
  • Corpo nazionale dei vigili del fuoco — le indicazioni di prevenzione incendi, utili per la conservazione e la ricarica di un accumulo al litio in casa.