Trasparenza

Il nostro metodo

Questa pagina spiega da dove escono i numeri dei due calcolatori e della tabella dei consumi domestici, quali ipotesi abbiamo dichiarato, dove il modello smette di essere affidabile e come guadagniamo. È scritta perché possiate contestarla: un modello che non si può contestare non è un modello, è una promessa.

1. Formule chiuse, non modelli statistici

Ogni risultato esce da un'identità che si può rifare a mano. La produzione annua è un prodotto di quattro fattori: la potenza dei pannelli per la resa specifica della zona, per il fattore di orientamento e inclinazione, per il fattore di ombreggiamento, per il fattore di taglio dell'inverter. La capacità di una power station è l'energia richiesta all'uscita divisa per il rendimento dell'inverter, poi divisa per la profondità di scarica utile, per il margine di invecchiamento e per il complemento della riserva. Non c'è nessuna regressione, nessun coefficiente stimato su un campione, nessuna scatola nera.

2. Il modello orario, e perché serve

Il calcolo del fotovoltaico da balcone non si ferma al totale annuo, perché il totale annuo non dice quanto risparmi. Il modello lavora su dodici giorni tipo, uno per mese, di ventiquattro ore ciascuno: 288 passi orari, pesati per i giorni del mese. Per ogni ora confronta la produzione con il consumo e prende la parte sovrapposta; il resto è surplus, e va in batteria se c'è, in rete se non c'è.

La forma delle curve la costruiamo così. La produzione mensile segue due vettori distinti, uno per i pannelli inclinati e uno per i verticali; quello verticale è molto più piatto, con dicembre e gennaio relativamente migliori, perché d'inverno il sole basso colpisce la ringhiera quasi in perpendicolare. Dentro la giornata la produzione è una campana simmetrica sul mezzogiorno solare, larga quanto le ore di luce del mese; per il verticale la campana è più larga e più bassa. Il consumo è la somma di una base piatta, pari al 25% del consumo annuo, e di una quota variabile distribuita su ventiquattro ore secondo il profilo di casa scelto.

3. Due coefficienti che quasi nessuno dichiara

Un modello orario che confronta due medie sovrastima sistematicamente l'autoconsumo, e questo è il motivo per cui molti calcolatori promettono risparmi che in bolletta non si vedono. Dentro l'ora la produzione è continua, mentre i consumi arrivano a raffiche: il forno chiede due kilowatt per venti minuti e zero per quaranta. Correggiamo con due coefficienti dichiarati.

  • Contemporaneità oraria, 0,45. La quota variabile del consumo entra nella sovrapposizione solo per questa frazione. Il resto viene comunque consumato, ma prelevato dalla rete, oppure dalla batteria, che una raffica la regge.
  • Quota massima di assorbimento diretto, 92%. Nessun impianto senza accumulo autoconsuma il cento per cento di quello che produce: una parte arriva sempre in un momento in cui nessuno la sta usando. Il modello non concede più di questa quota per ora.

Sono scelte conservative e sono l'unico punto del modello in cui un valore è frutto di un giudizio invece che di una fonte. Li scriviamo qui, in chiaro, invece di nasconderli in una costante: se pensate che siano sbagliati, ora sapete esattamente quale numero contestare.

4. Da dove vengono i tipici di settore

Le rese specifiche per zona (1.200, 1.400 e 1.600 kWh per kWp all'anno) derivano dagli intervalli pubblicati da PVGIS, lo strumento del Centro comune di ricerca della Commissione europea, arrotondati per macro-area. La matrice di orientamento e inclinazione è calcolata sulla latitudine media italiana. I dati di consumo degli usi domestici che stanno dietro ai quattro profili di casa e alla tabella dei carichi vengono dalle guide e dalle rilevazioni pubblicate da ENEA, dai consumi dichiarati sotto l'etichetta energetica europea della Commissione europea e da schede tecniche di apparecchi in commercio. Il fattore di emissione di 0,28 kg di anidride carbonica per kWh è un valore di riferimento del mix elettrico italiano, in linea con quelli pubblicati da ISPRA. Le soglie e le procedure normative vengono da ARERA, da e-distribuzione e dalle norme del CEI. Non parliamo a nome di nessuno di questi enti: verificate sempre il testo vigente sulle loro pagine.

5. Niente prezzi, niente listini, niente feed

Non c'è un prezzo dell'energia scritto nel codice, non c'è un listino di kit, non c'è un catalogo di prodotti né un indice di costo regionale. Il prezzo al kWh e il costo del kit sono campi che compilate voi, leggendoli dalla vostra bolletta e dal vostro preventivo, con un default modificabile. È la ragione per cui questo sito resta corretto qualunque cosa facciano i prezzi, ed è anche la ragione per cui non troverete mai una pagina «prezzi aggiornati a oggi».

6. Come scegliamo i prodotti, e cosa non abbiamo provato

Quando un prodotto compare in una pagina, ci compare con una nota nostra su chi lo dovrebbe comprare e chi no: senza quella nota, non lo pubblichiamo. Non scriviamo prove che non abbiamo fatto. Non abbiamo un laboratorio e non misuriamo rese, cicli o capacità: quando riportiamo un dato di prodotto, è un dato dichiarato dal costruttore, e lo diciamo. Non pubblichiamo classifiche «i migliori» senza dichiarare il criterio con cui sono ordinate, e il criterio deve essere riproducibile da chiunque. Un prodotto che non è dichiarato conforme alla CEI 0-21 non entra in nessuna pagina che riguardi il collegamento alla rete di casa, per quanto costi poco.

7. Come guadagniamo

Con l'affiliazione: se comprate passando da un nostro link, il negozio ci riconosce una commissione e voi pagate lo stesso prezzo. Non riceviamo compensi per scrivere bene di un prodotto, non vendiamo articoli sponsorizzati e non abbiamo pubblicità display. La verifica che potete fare voi è semplice: togliete mentalmente tutti i link di affiliazione da una qualsiasi pagina di questo sito. Se la pagina resta utile esattamente com'era, il criterio è rispettato — ed è il criterio con cui decidiamo cosa pubblicare. I dettagli stanno nella disclosure.

8. Dove il modello smette di essere affidabile

Tre limiti, dichiarati. Il primo: il modello lavora su giorni tipo, quindi non vede il meteo reale del vostro anno, né una settimana di nebbia in Val Padana. Il secondo: il profilo di consumo è una forma media, e se in casa vostra c'è un carico grosso e regolare a un'ora precisa — una pompa di calore, una piscina, un'auto elettrica — il conto dell'autoconsumo va rifatto con quel carico in mano. Il terzo: la batteria è simulata come se partisse scarica ogni mattina, che è l'ipotesi conservativa; un pacco che arriva a sera con carica residua rende un po' di più di quanto diciamo. Ogni risultato è una stima di pianificazione: serve a capire l'ordine di grandezza e a confrontare due scelte, non a promettere una resa.

9. Verifica numerica prima di ogni pubblicazione

Le formule sono verificate su casi di prova calcolati a mano: la resa di 800 Wp verticali a Sud al Centro Italia con ombra parziale, la capacità consigliata per un elenco di carichi noto, il picco allo spunto di un frigorifero da 145 W con fattore 3. Un controllo automatico li ricalcola tutti e blocca la pubblicazione se anche uno solo si scosta. La «verifica» qui non è una data: è correttezza matematica, più tipici di settore etichettati per quello che sono.

Fotografia dei dati di riferimento: 27/08/2026. Fonti normative verificate il 27/08/2026.