No, non c'è un'autorizzazione da attendere. Sotto gli 800 W la regolazione non prevede un permesso che il distributore conceda, ma una comunicazione che è essa stessa il titolo per connettersi. Questo cambia la domanda: non «quanto devo aspettare», ma «in che ordine si fanno le cose». L'ordine è uno e non ha scorciatoie, e sotto lo scriviamo per intero.
Comunicazione e autorizzazione non sono la stessa cosa
La differenza sta nel meccanismo, e per una volta è una distinzione giuridica che si traduce subito in pratica. Nell'iter di connessione ordinario — quello del TICA, che vale dagli 800 W in su — tu presenti una domanda, il distributore risponde con un preventivo, tu lo accetti e lo paghi, e solo dopo si procede. In mezzo c'è un atto del distributore, e senza quell'atto non si va avanti: quella è un'autorizzazione.
Sotto gli 800 W no. La delibera 315/2020/R/eel dell'ARERA, del 5 agosto 2020, ha modificato il TICA introducendo, per gli impianti sotto quella potenza collegati a un punto di prelievo già dotato di contratto di fornitura con potenza disponibile adeguata, la Comunicazione Unica: il suo invio al distributore è titolo abilitante alla connessione e all'attivazione, senza corrispettivi e senza ulteriori adempimenti. Non c'è un atto del distributore da aspettare, perché il titolo nasce dal tuo invio.
Da qui la risposta secca alla domanda che arriva più spesso: non esiste un'autorizzazione del distributore da attendere, e non esiste nemmeno un silenzio-assenso da far scadere. Chi aspetta una risposta sta fermo per niente, perché quella risposta non è prevista. Chi invece collega prima di inviare non sta anticipando un'autorizzazione: sta immettendo in rete senza titolo, che è una cosa diversa e peggiore.
L'ordine che non lascia buchi
Se il titolo nasce con l'invio, l'invio viene prima del collegamento. Non è un cavillo: è l'unica sequenza in cui non esiste un intervallo di tempo, nemmeno di un pomeriggio, in cui l'impianto immette in rete senza essere coperto da niente.
- Verifica la potenza disponibile del tuo punto di prelievo. La procedura semplificata presuppone un contratto di fornitura già attivo e con potenza adeguata: lo leggi in bolletta, non è un dato da stimare.
- Procurati i documenti della tua fascia, se ne servono. Fino a 350 W l'apparato si collega tramite spina e non serve il regolamento d'esercizio. Fra 350 e 800 W servono dichiarazione di conformità, schema elettrico unifilare e regolamento d'esercizio (allegato G-bis della CEI 0-21), e li firma un'impresa installatrice abilitata ai sensi del DM 37/2008: non te li puoi produrre da solo, ed è il passo che allunga i tempi veri.
- Invia la Comunicazione Unica dall'area clienti del distributore, sezione produttori, con gli allegati che la tua fascia richiede.
- Conserva la ricevuta dell'invio. È la data da cui il titolo esiste, e l'unica carta che hai se un domani qualcuno chiede conto dell'impianto.
- Collega.
Il passo che si salta più spesso è il quarto, e non per fretta: la comunicazione si invia da un portale, il portale dice «inviato» e la faccenda sembra chiusa. Non costa nulla scaricare la ricevuta nello stesso momento, e vale quanto tutto il resto della pratica.
Sopra gli 800 W l'autorizzazione esiste davvero
Se l'inverter supera gli 800 W di potenza immessa, la semplificazione non c'entra più: si entra nell'iter ordinario, con domanda di connessione, preventivo del distributore da accettare e pagare, e lavori che partono dopo. Lì collegare prima è fuori discussione, perché la connessione la realizza il distributore stesso. È bene saperlo prima di comprare, perché la differenza fra le due situazioni la decide un numero scritto sulla targa del microinverter, non la taglia dei pannelli: il conto per fascia sta nella guida alle due soglie.
E se non mi collego alla rete? Il caso off grid
Qui la risposta si ribalta, ma prima va sciolto un equivoco che conta più di tutto il resto della pagina: un microinverter infilato in una presa di casa non è off grid. Quella presa è la rete. Un apparato che lavora in parallelo all'impianto di casa lavora in parallelo alla rete del distributore, perché l'impianto di casa è attaccato al contatore: sta immettendo, anche quando la quota immessa è piccola e anche quando non la vedi da nessuna parte. «Off grid» descrive una sola situazione, e non è questa.
Off grid significa un sistema senza alcun punto di contatto elettrico con la rete: il pannello carica una batteria, dalla batteria si alimentano apparecchi con la loro spina, e niente di tutto ciò è collegato al circuito di casa. In quel caso non c'è connessione alla rete di distribuzione, quindi non c'è procedura di connessione e non c'è nulla da comunicare al distributore: non si apre alcuna pratica, perché non c'è alcuna immissione. È il caso del pannello portatile con una power station, non quello del kit da balcone.
Il discriminante non è la presenza del pannello: è il parallelo con la rete. Ed è un discriminante binario, senza fasce intermedie: o il sistema può immettere, e allora la comunicazione è dovuta, o non può, e allora non c'è nessuno da avvisare.
Il prezzo di questa libertà burocratica è tecnico, ed è salato. Senza la rete dietro, l'energia prodotta va consumata nell'istante in cui esiste oppure messa in batteria, e la batteria la paghi tu: la rete, nell'impianto collegato, fa gratis il mestiere di serbatoio infinito. È il motivo per cui l'off grid da balcone conviene quasi solo dove la rete non c'è o non si può toccare. Quanta batteria servirebbe, con i tuoi carichi, lo dice il dimensionatore.
Al distributore, non al venditore
Sono due aziende diverse e la confusione è sistematica, anche perché spesso portano lo stesso marchio. Il venditore è quello che ti manda la bolletta e che puoi cambiare quando vuoi. Il distributore è quello che gestisce la rete fisica e il contatore della tua via, non lo scegli e non lo cambi. La Comunicazione Unica va al secondo, dall'area clienti riservata ai produttori: le istruzioni operative e la modulistica le pubblica e-distribuzione per la propria rete, e ogni altro distributore per la sua. Se non sai quale sia il tuo, è scritto in bolletta accanto al codice POD.
Nella procedura semplificata il GSE non entra: non si chiede alcun incentivo e non si chiede il ritiro dell'energia, e come contropartita l'energia che immetti non ti viene pagata. Nemmeno il Comune entra, salvo il caso dei vincoli, che è il prossimo paragrafo.
Cosa resta dovuto comunque
La comunicazione al distributore riguarda la rete elettrica. Tre adempimenti vivono su piani diversi e non si cancellano, nemmeno nel caso off grid dove il distributore non c'entra nulla:
- Il condominio. Appendere un pannello alla propria ringhiera e farlo sporgere sul suolo comune o modificare l'aspetto della facciata sono due cose distinte. Anche quando non è dovuta alcuna delibera, informare per iscritto l'amministratore costa una raccomandata ed evita il contenzioso.
- Il vincolo paesaggistico. Centro storico, immobile di interesse culturale, zona vincolata: serve l'autorizzazione paesaggistica, e questa sì è un'autorizzazione vera, da chiedere e attendere. Riguarda una porzione larga dell'Italia urbana e non dipende dalla potenza dell'impianto.
- La sicurezza elettrica. Il riferimento è la CEI 64-8 e il limite non è il pannello, è la linea di casa, con la sua sezione, il suo magnetotermico e la sua età. La regola e la fonte stanno qui; il caso concreto lo valuta chi firma l'impianto.
Vale infine il vincolo che sfugge quasi sempre: un solo impianto in procedura semplificata per punto di prelievo. Due kit sullo stesso POD non fanno due comunicazioni parallele, fanno un impianto la cui potenza si somma — e se la somma supera gli 800 W si è fuori procedura, non in due procedure.
Errori comuni
Aspettare una risposta. Non arriva, perché non è prevista. Il titolo è il tuo invio: la ricevuta è l'unico documento che segna la data, e il collegamento può seguirla subito.
Collegare e poi comunicare «appena ho tempo». È la sequenza invertita, e crea esattamente il buco che la procedura è fatta per non avere. L'adempimento è gratuito e si fa online: non c'è un motivo economico per rimandarlo, solo l'idea sbagliata che sia una formalità.
Chiamare off grid un kit attaccato alla presa. È l'errore che fa più danni, perché chi lo commette è convinto in buona fede di non dover comunicare niente. Se c'è una spina nel muro, c'è la rete.
Scrivere al venditore di energia. Non è lui: la pratica resta non presentata, e il tempo passato a scriverla non conta.
